Mommy 2016

The painting depicts a hermaphrodite mother with her newborn child, who’s crying. The painting draws together a lot of motifs that widely feature and are broached in art, history and philosophy. These comprise hermaphroditism, maternity, embrace, the breast, the penis, the male and female nude, eros, crying, and the opening up of the body and the soul. Maternity, being one of the most enigmatic and profound of human experiences, triggers intense changes and responses from the body and the soul, opening them up physically and metaphorically, both inside and out. Maternity is about opening your body to a child, opening your hands to welcome them, opening your breast to feed them, opening your face and eyes to look this new life in the eye. Indeed, the body of the hermaphrodite mother in the painting is visibly and provocatively open. In our Mommy painting maternity is represented as desire, as an individual choice that is always humanly possible even in its least traditional forms, and not as anatomical fate which the woman, and only the woman, succumbs to, in an inescapable role that renews from one generation to the next. Any one of us can become a mother, and this work would go on to contribute to the opening up and broadening of the concept of maternity in European society and culture today. Science and law make it possible to have a child without sexual procreation. The concept of maternity being triggered by a bond of love is also excluded because maternity can just as easily be brought about byautonomous choice. The child crying in the arms of its mother symbolises a conservative human society reacting with resistance, denial and pain to its new forms, unconventional relationships and alternative thought. The world is now on the threshold of an unprecedentedopening up of the concept of maternity and family. The Mommy painting is a metaphor not only for the opening up of the body and soul of the mother, but the opening up of the concept of maternity today as well. The hermaphrodite can be seen as an autonomous figure representing sexual minorities, but it can also be seen as a portrayal of both sexes – male and female, in their harmonious union. This piece symbolises the equality of everyone who desires maternity and has the option of experiencing it, now that this is possible regardless of gender, sexual preference, race or age.

Il dipinto raffigura una madre-ermafrodita che afferra saldamente il suo neonato che piange. L’opera unisce molti temi presenti e trattati ampiamente nell’arte, nella storia e nella filosofia. Sono i temi dell’ermafroditismo, della maternità, dell’abbraccio, della mammella, del pene, del nudo maschile e femminile, dell’eros, del pianto, dell’apertura del corpo e dell’anima. La maternità, essendo una delle esperienze umane più enigmatiche e profonde, scatena cambiamenti e risposte forti del corpo e dell’anima, li porta all’apertura reale e metaforica, interna ed esterna. La maternità è aprire il proprio corpo per un figlio, aprire le mani per accoglierlo, aprire la mammella per nutrirlo, aprire il volto e gli occhi per incrociare lo sguardo con la nuova vita. Perciò il corpo della madre-ermafrodita rappresentato sul dipinto è visibilmente e provocatoriamente aperto. Nell’opera Mamma la maternità è rappresentata come desiderio, come scelta individuale e umanamente sempre possibile anche nelle sue forme meno tradizionali, e non come destino anatomico cui la donna, e solo essa, soggiace, in un’ineluttabile funzionalità che si rinnova di generazione in generazione. Tutti noi possiamo diventare madre e questo dipinto vorrebbe contribuire all’apertura e all’allargamento del concetto di maternità nella società e nella cultura europea del nostro tempo. La maternità non dipende più dalla capacità generativa e dal sesso del genitore. La scienza e il diritto mettono a disposizione la possibilità di avere un figlio senza passare dalla generazione sessuale dei corpi. Si prescinde anche dal concetto di maternità come evento che scaturisce da un legame amoroso perché la maternità può scaturire perfino da una scelta autonoma. Il bambino che piange fra le braccia della madre simboleggia la società umana conservatrice che reagisce con resistenza, rifiuto e dolore alle sue nuove forme, relazioni insolite e pensieri alternativi. Adesso il mondo è alle soglie di un’apertura del concetto della maternità e della famiglia senza precedenti. L’ermafrodita può essere considerato come una figura autonoma di rappresentazione di minoranze sessuali, ma nello stesso tempo può raffigurare i due sessi - maschile e femminile nella loro unione armoniosa. Questa opera simbolizza l’uguaglianza di tutte le persone piene del desiderio di maternità difronte alla possibilità di questa esperienza, che si può ormai realizzare indipendentemente dal sesso, dalle preferenze sessuali, dalla razza e dall’età.

Date

2016

Technique

Oil on canvas

Size

140 cm x 100 cm

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Olga Dema - Mommy 2016